Si tratta di soggetti ampiamente trattati dal Guercino, in base alla documentazione fornita dal Libro dei Conti.
Il San Giovanni Battista, dalle sembianze giovanili, presenta caratteri delicati e aggraziati. Il legame del santo con la tradizione eremitica è accennato dalla morbida veste di pelliccia, coperta dal manto rosso e, in particolare dalla croce, motivo di meditazione. Il cartiglio, con il lieto annuncio della nascita del Redentore, esalta la virtù del Santo profeta.
Al San Giovanni va associato il San Giuseppe, dall’atteggiamento estatico, con le mani incrociate sul petto in segno di devozione, insolitamente solo, nell’atto, forse, di sollecitare una riflessione sulla buona morte.
I dipinti, di forte valenza spirituale, potevano essere parte del “corredo religioso” del committente, il conte Ettore Ghislieri, che, secondo le fonti, si era ritirato come oratoriano nella chiesa della Madonna di Galliera, dopo un’intensa vita di agi, che lo aveva visto protagonista nel bel mondo dell’aristocrazia bolognese, anche come fondatore di un’Accademia di pittori illustri del tempo, tra questi Guercino.
