Via Alessandro Tiarini
Via Alessandro Tiarini, situata nel quartiere Bolognina di Bologna, prende il nome dal celebre pittore Alessandro Tiarini, uno dei più sensibili interpreti della pittura seicentesca bolognese. La via, che si inserisce in un contesto ricco di storia e arte, rende omaggio a un artista che ha lasciato un’impronta indelebile nella tradizione pittorica della città.
Opere dell’artista Alessandro Tiarini custodite a Bologna:
- Compianto sul Cristo morto (1617)
- Sposalizio mistico di Santa Caterina e le Sante Barbara e Margherita (1620-1622)
- La Madonna che piange Gesù morto (1635)
- Ritratto di gentildonna in piedi con la figlia (1610-1618)
- Madonna addolorata confortata da san Giovanni Evangelista e santa Maria Maddalena (1615-1618)
- Presentazione di Maria Vergine al Tempio ( 1630-1640 )
Alessandro Tiarini (1574-1668)
Alessandro Tiarini nacque a Bologna nel 1577 e, grazie alla sua innata abilità artistica, si affermò fin da subito come uno degli allievi più promettenti dell’Accademia degli Incamminati, fondata da Agostino, Annibale e Ludovico Carracci.
Tiarini si formò inizialmente presso la bottega di Prospero Fontana, ma successivamente integrò la propria formazione viaggiando in diversi centri artistici italiani, come Firenze e Roma, dove poté studiare e confrontarsi con le opere della tradizione e dei grandi maestri. La sua pittura si caratterizzò per la ricerca di un perfetto equilibrio tra i modelli dei Carracci e il naturalismo, con un particolare interesse per l’uso della luce e della prospettiva.
Tra le opere più rilevanti come frescante si annoverano gli affreschi della Chiesa di San Girolamo della Certosa a Bologna e le decorazioni per Palazzo Fava.
Tiarini fu anche un abilissimo ritrattista e realizzò alcuni ritratti di straordinaria eleganza per nobili e ecclesiastici del panorama felsineo. La sua pittura, pur mantenendo una certa sobrietà, si distingue per la capacità di infondere alle figure una grande vitalità e un intenso realismo, caratteristica che lo rese molto apprezzato negli ambienti bolognesi più illustri.
Morì a Bologna nel 1668, lasciando un’importante eredità artistica. Sebbene non sia tra i pittori più conosciuti della sua epoca, la sua produzione influenzò la pittura barocca bolognese, facendo di lui una figura significativa nella transizione dal tardo rinascimento al barocco.
