Via de’ Carracci

Via de’ Carracci si trova nel quartiere Bolognina, alle spalle della stazione dell’alta velocità di Bologna e dell’uscita del Marconi Express, la monorotaia che collega la stazione all’aeroporto. La via si estende da via Giacomo Matteotti a via Francesco Zanardi e il nome attuale le è stato attribuito nel 1909, in onore della celebre famiglia di pittori bolognesi Annibale, Agostino e Ludovico Carracci di cui indichiamo le opere presenti e visibili nella città di Bologna.

Annibale Carracci (1560-1609)

Annibale Carracci nacque a Bologna nel 1560 e fu membro fondatore, insieme al cugino Ludovico e al fratello maggiore Agostino, dell’Accademia degli Incamminati. Questa scuola rappresentò un punto di riferimento per il rinnovamento dell’arte bolognese coeva, opponendosi alla crisi del manierismo e proponendo un ritorno della pittura alla natura, alle suggestioni della tradizione classica e a una visione realistica del mondo nelle sue apparenze.

Annibale sviluppò uno stile caratterizzato dal perfetto equilibrio tra la raffinatezza del rinascimento maturo e la freschezza del realismo, influenzato da maestri come Raffaello, Correggio e Michelangelo, ma anche dalle innovazioni della scuola veneta, in particolare da Tiziano e Paolo Veronese. La sua arte era caratterizzata da una straordinaria capacità di rappresentare le emozioni umane con raffinata eleganza, attraverso il richiamo delle atmosfere luminose correggesche e le potenzialità cromatiche ed espressive venete.

Tra le sue opere più celebri degli anni Ottanta del Cinquecento La bottega del macellaio, un’acuta indagine della realtà legata ai contatti con la pittura di genere nordeuropea. Fortemente rappresentativa della sua ricerca degli anni Novanta è l’Assunzione della Vergine della Pinacoteca Nazionale di Bologna, in cui la rappresentazione del soggetto religioso pone l’osservatore davanti a un mondo tangibile e concreto. Giunto a Roma, realizzò il celebre ciclo di affreschi per la volta della Galleria Farnese (1597-1600), commissionato dal cardinale Odoardo Farnese. Qui, Annibale rivelò la sua maestria nella tecnica dell’affresco, realizzando scene mitologiche che esprimono una forte drammaticità e dinamismo. Oltre alle più prestigiose commissioni di pale d’altare e decorazioni ad affresco, Annibale Carracci si dedicò negli ultimi anni di carriera anche alla pittura di genere, specialmente paesaggistica, ispirandosi alla tradizione di Nicolò dell’Abate e alla pittura veneziana, dando avvio a una nuova e rivoluzionaria concezione della pittura di paesaggio.

Tra le opere più significative degli ultimi anni della sua carriera artistica si annoverano gli affreschi della Cappella Herrera in San Giacomo degli Spagnoli a Roma, eseguiti dal 1604 al 1607 principalmente da Francesco Albani con l’aiuto di Giovanni Lanfranco e Sisto Badalocchio

Annibale morì nel 1609 a Roma, lasciando un segno indelebile sulla pittura barocca e sulla tradizione artistica europea.

Agostino Carracci (1557-1602)

Agostino Carracci nacque a Bologna nel 1557 e si distinse per la sua abilità nell’arte dell’incisione, che permetteva alla sua mente analitica di confrontarsi con il disegno dei maestri del Cinquecento, da Correggio a Paolo Veronese, mettendo in evidenza i rapporti delle linee, gli effetti luministici e di chiaro scuro. In pittura, la sua cifra stilistica era caratterizzata dall’uso di colori vibranti di tradizione veneta e emiliana, grazie alle suggestioni delle opere di maestri come Tiziano e Correggio.

Tra le sue opere più importanti si annoverano le pitture per la Chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna, che rappresentano esempi significativi del suo stile elegante e preciso. Agostino fu anche un eccellente frescante, ma la sua carriera fu fortemente votata all’incisione, realizzando numerosi studi per la stampa, che permisero una diffusione capillare delle sue opere e delle innovazioni stilistiche della scuola bolognese.

Morì nel 1602 a Bologna. Nonostante la sua produzione pittorica fu meno prolifica rispetto a quella di Annibale e Ludovico, con i quali aveva fondato l’Accademia degli Incamminati nel 1582, Agostino Carracci è ricordato per il suo contributo fondamentale alla riforma dell’arte e alla creazione della scuola bolognese, influenzando in modo significativo lo sviluppo della pittura barocca

Ludovico Carracci (1555-1619)

Ludovico Carracci, nato a Bologna nel 1555, ebbe un ruolo fondamentale nel rinnovamento della pittura della tarda maniera, promuovendo un ritorno alla rappresentazione naturalistica e una ricerca artistica tesa alla comunicazione di sentimenti religiosi di natura popolare. Nel 1582, insieme ai cugini Agostino e Annibale Carracci, fondò l’Accademia del Naturale o del Disegno, detta poi degli Incamminati, che divenne in breve tempo uno dei centri artistici più influenti di Bologna, proponendo lo studio attraverso il disegno dal vero, alla ricerca di una realtà libera dall’artificio della maniera.

Iniziata la formazione artistica sotto la guida di Prospero Fontana, fu durante il periodo di studio con Agostino e Annibale che si affermò come artista indipendente. Il suo stile si distacca dalle convenzioni del manierismo, prediligendo la semplicità e il naturalismo e caratterizzandosi per una forte componente morale, in linea con i dettami della Controriforma.

Negli anni Ottanta del Cinquecento, collaborò con i cugini Annibale e Agostino alla decorazione di Palazzo Fava e realizzò la cosiddetta Madonna dei Bargellini, caratterizzata dai colori vividi e dalla dolcezza dei volti di Maria e Gesù bambino. Questa emotività espressiva raggiunge il suo apice nel 1591, con la Madonna col Bambino e i santi Francesco e Giuseppe e i committenti (La Carraccina) di Cento, dove Ludovico esprime a pieno l’umanizzazione del soggetto, mettendo l’accento sui gesti, sugli sguardi e sulla rappresentazione degli affetti.

Nel 1604-1605, realizzò uno straordinario ciclo di pittura murale nel chiostro di San Michele in Bosco a Bologna, ma l’uso della tecnica dell’olio su muro ne causò un rapido deterioramento. Successivamente lavorò a Piacenza dove eseguì i perduti affreschi del coro del Duomo e nel palazzo arcivescovile. Nel 1614 completò la Crocifissione e i Santi Padri nel Limbo per Santa Francesca Romana a Ferrara.

Ludovico Carracci morì nel 1619 a Bologna, lasciando un’eredità duratura nella storia artistica felsinea. I suoi modelli furono determinante nella formazione di artisti come Guercino e, su scala nazionale, Caravaggio, grazie ai suoi caratteri originali e alla vivacità della rappresentazione delle emozioni umane.

Le opere di Annibale Carracci

Elenco delle opere  presenti a Bologna

Le opere di Agostino Carracci

Elenco delle opere  presenti a Bologna

Le opere di Ludovico Carracci

Elenco delle opere  presenti a Bologna

Le opere di Annibale e Ludovico Carracci

Elenco delle opere  presenti a Bologna

Le opere di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci

Elenco delle opere  presenti a Bologna