Via Francesco Albani
Via Francesco Albani è una strada situata nella zona della Bolognina a Bologna ed è dedicata al pittore bolognese. La sua denominazione attuale dovrebbe risalire al 1903.
Opere dell’artista Francesco Albani custodite a Bologna:
- Annunciazione (La Madonna del Bell’Angelo) (1632)
- Autoritratto (1635 ca.)
- Battesimo di Cristo (1619-1621)
- Madonna col Bambino in Gloria e i Santi Girolamo e Francesco (1640 ca.)
- Madonna col Bambino in trono fra le Sante Caterina d’Alessandria e Maria Maddalena (1599)
- Madonna con il Bambino in gloria d’angeli e i santi Giovanni Battista, Francesco e Matteo (1639-1643)
Francesco Albani (1578-1660)
Francesco Albani, tra i principali protagonisti della pittura classicista emiliana del Seicento, inizia probabilmente il suo apprendistato nella bottega del fiammingo Denijs Calvaert, da tempo attivo a Bologna, dove si formano anche i pittori Guido Reni e Domenichino. Dopo aver studiato disegno, prospettiva, anatomia e tecnica della pittura, il giovane artista dipinge piccoli quadri su rame venduti sotto il nome del suo maestro. Entrato in contatto con i Carracci alla metà degli anni novanta, tra il 1596 e il 1598 inizia a ricevere le sue prime commesse pubbliche, tra cui la decorazione di Palazzo Fava e i lavori per l’oratorio di San Colombano, commissionati anche grazie all’intercessione di Ludovico Carracci.
Nel 1599, all’età di 21 anni, Albani diventa membro della Compagnia dei Pittori di Bologna e a questo periodo risalgono le prime opere eseguite in piena autonomia, tra cui la Madonna col Bambino fra le sante Caterina d’Alessandria e Maria Maddalena e la Nascita della Vergine, mostrando l’influenza del classicismo idealizzato di Annibale Carracci e della lezione di Agostino Carracci per la composizione e le figure.
Nel 1601, Albani giunge per la prima volta a Roma, ma i primi anni del suo soggiorno in città sono caratterizzati da iniziali difficoltà a trovare committenti. Sebbene le prove del suo coinvolgimento sono scarse, egli collabora con Annibale Carracci ai celebri affreschi della Galleria Farnese e contemporaneamente esegue piccole opere da cavalletto poi vendute a mecenati e collezionisti romani tra cui il cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII.
Nel 1604, con la salute di Annibale che peggiora, Albani prende il controllo di importanti progetti, tra cui la decorazione della cappella Herrera in San Giacomo degli Spagnoli (1602-1607), prima opera di rilievo eseguita a Roma, e le lunette di Palazzo Aldobrandini (1604-1610), ora nella Galleria Doria Pamphilj, completate con la collaborazione del pittore parmense Sisto Badalocchio. A questi importanti lavori seguirono altre importanti commissioni come la decorazione di palazzo Maffei e di palazzo Verospi al Corso. Dopo un primo rientro a Bologna nel 1617 e il soggiorno di circa un anno, tra il 1621 e il 1622, alla corte di Mantova, nel corso del 1623 l’artista torna a Roma dove lavora al servizio di illustri famiglie, tra cui i Borghese, i Colonna, i Corsini e i Giustiniani.
Rientrato successivamente nella sua città natale, l’artista impegna il resto della sua carriera nella realizzazione di pale d’altare e di opere di piccolo formato di committenza privata raffiguranti prevalentemente paesaggi in cui ambientare scene mitologiche e sacre.
