La comunione di San Girolamo (1592-1597)

La comunione di San Girolamo

Il dipinto fu eseguito per la chiesa di San Girolamo alla Certosa di Bologna. Nello stesso luogo, di fronte alla tela di Agostino, si trovava un’opera del cugino Ludovico, raffigurante la Predica di San Giovanni Battista (oggi conservati entrambi presso la Pinacoteca di Bologna), datata 1592. È verosimile che anche il dipinto di Agostino risalga allo stesso torno d’anni, considerando che le opere probabilmente facevano parte di un progetto comune di rinnovamento decorativo per la chiesa bolognese. La grande tela rappresenta gli ultimi istanti di vita di san Girolamo, Padre della Chiesa, mentre, assistito da altri confratelli, si prepara a ricevere l’ultima comunione, inginocchiato.

La scena si svolge in un ambiente classico, identificato da Bellori come la basilica della Natività di Betlemme, e si apre su un paesaggio visibile attraverso l’arcata inquadrata dalle colonne in stile composito.

L’opera presenta una composizione classicamente equilibrata, dominata, al centro, dal sacerdote che somministra il sacramento, assistito da monaci con la tonsura. Di fronte a loro Girolamo, delineato in un corpo anziano ma saldo, pronto a ricevere l’ostia consacrata, sorretto da due confratelli. Un uomo con turbante fa da riferimento alla Terra Santa in cui si svolge l’evento.

Sono presenti tutti gli attributi tipici dell’iconografia di san Girolamo: il teschio, simbolo del suo distacco dalla vita terrena, il crocifisso, oggetto delle sue meditazioni solitarie, e il leone, suo fedele compagno, che si intravede nell’angolo inferiore destro, con una zampa e la criniera visibili. Alcuni monaci guardano verso l’alto, dove sono raffigurati due angeli, simbolo della presenza divina.

L’opera di Agostino Carracci esprime una perfetta armonia compositiva, riassumendo tutte le sue esperienze artistiche: la descrizione minuziosa dei dettagli e la definizione precisa delle figure grazie a un disegno analitico, mentre l’influenza della pittura veneta si fa sentire nei colori. Inoltre, l’espressione dei sentimenti e degli stati d’animo dei personaggi, in particolare il profondo senso di religiosità che pervade la scena, è stata costantemente lodata dalla critica.

Pinacoteca Nazionale di Bologna
Via delle Belle Arti, 56 - 40126, Bologna