Il dipinto è concepito come pendant al Ritratto di gentiluomo in piedi col figlio (inv. 848), analogo per dimensioni e impostazione. I due ritratti raffigurano una coppia di sposi con i figli, esempio tipico della ritrattistica controriformata. Sebbene non si conosca l’identità degli effigiati, il loro contegno, l’abbigliamento e i dettagli accuratamente dipinti ne rendono evidente la condizione di appartenenza al ceto aristocratico.
L’opera, conservata presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, è datata tra il 1610 e il 1615.
