Storie di Giasone e Medea

Storie di Giasone e Medea

A Palazzo Fava, i Carracci lavorarono per la prima volta assieme nella decorazione a fregio. Si tratta di un sistema decorativo, tipico delle residenze nobiliari, molto in voga a Bologna, dove ancora oggi si trovano numerosi esempi. Molti dei più noti artisti bolognesi delle generazioni precedenti ai Carracci si dedicarono a questo tipo di decorazione: tra questi, spiccano i nomi di Nicolò dell’Abate, autentico specialista del genere, e Pellegrino Tibaldi.

Il sistema a fregio consiste nella creazione di una banda dipinta collocata immediatamente sotto il soffitto di una stanza e che si estende, senza interruzione, lungo tutto il perimetro dell’ambiente. Questa fascia è suddivisa in riquadri, cioè spazi destinati a ospitare il tema, separati da elementi architettonici che li distinguono l’uno dall’altro. Grazie a questa struttura, il fregio è particolarmente adatto a raccontare una storia i cui vari episodi sono distribuiti, secondo l’ordine del racconto, nei riquadri separati dai termini. I temi scelti erano solitamente eventi storici (come le vicende di Alessandro Magno o degli eroi dell’antica Roma) o temi letterari, antichi (come le storie tratte dall’Eneide o dall’Odissea), o moderni (come le gesta cavalleresche dell’Ariosto). Più rari erano invece i temi mitologici, come quelli affrescati dai Carracci in Palazzo Fava.

In merito alla scelta del tema del fregio con Giasone e Medea, non è stata casuale la circostanza che lo stesso soggetto fosse già stato trattato nella decorazione di un’altra proprietà dei Fava (oggi non più esistente) da Pellegrino Tibaldi. Da questo si è dedotto che per i committenti i fatti degli Argonauti avessero un particolare significato, probabilmente legato allo studio e alla pratica della medicina da parte dei Fava, una scienza che, come le storie delle Argonautiche, presenta varie connessioni allegoriche, tra cui le arti magiche di Medea, che sono le più immediate.

Il fregio si compone di diciotto riquadri in cui sono raccontate le vicende della conquista del vello d’oro, intervallate da ventidue divinità in monocromo, che svolgono la funzione di separatori tra i vari episodi. La fonte iconografica di queste divinità è la mitografia di Vincenzo Cartari, Imagini de i Dèi delli Antichi, una celebre pubblicazione cinquecentesca, più volte ristampata. Per alcuni monocromi, sono state identificate, dal punto di vista stilistico, delle derivazioni da esempi scultori , sia antica che contemporanea. Queste desunzioni si riferiscono principalmente alle divinità maschili raffigurate nel ciclo, mentre non si riscontrano simili riprese per le divinità femminili. Per queste ultime, invece, visto il ripetersi del pesante panneggio che le copre – ad eccezione di Venere – si ritiene che si tratti di una ripresa da un tipo iconografico comune, il cui esempio più significativo è rappresentato dalla statua della musa Melpomene conservata al Louvre. Come osservava già Carlo Cesare Malvasia nella Felsina Pittrice (1678), le divinità che fungono da elementi divisori sono tematicamente correlate alle scene narrative che racchiudono.

La storia di Giasone si svolgeva su un sopracamino, oggi perduto, su cui era rappresentata l’uccisione di Creusa, la figlia del re di Corinto, Creonte, di cui Giasone si era invaghito e per la quale intendeva ripudiare Medea. Quest’ultima, per vendetta, regalò a Creusa un vestito incantato che, una volta indossato, rilasciava del veleno (o secondo un’altra versione prendeva fuoco), causando la morte della principessa corinzia. La sala di Palazzo Fava che ospita il fregio ha una pianta rettangolare: cinque riquadri sono distribuiti sulle pareti lunghe e quattro su quelle più corte.

Ogni parete racconta un capitolo dell’intera storia. La prima sezione riguarda gli eventi che precedono la spedizione per la conquista del vello d’oro; la seconda è dedicata alle avventure di viaggio degli Argonauti; la terza narra gli eventi che si svolgono in Colchide, la lontana terra dove si trova il vello; infine, la quarta sezione descrive i fatti che si svolgono a Iolco, al ritorno in patria di Giasone, accompagnato da Medea.

Palazzo Fava
Via Manzoni, 2, 40121 Bologna